la collina che si specchia nel Po

“I vizi e le virtù non esistono, sono solo dei risultati di alcuni fattori, sono solo dei prodotti come lo zucchero ed il vetriolo.”

Hippolyte Taine.

 

Note dell’autore.

LA RICERCA DI UN TEMPO ORMAI PERDUTO.

Per tanti anni questa vicenda, piuttosto triste, era rimasta nella mia memoria solo come una storia abbastanza strappalacrime che associavo al ben noto romanzo di Ettore Malot. Poi il tempo è trascorso ed in conseguenza anche questa storia si è trovata inserita in una cornice ormai sufficientemente lontana nel tempo per poterne fare una narrazione romanzata, senza troppo dolore e senza ferire nessuno. E’ infatti un romanzo, ma nasce da una serie di racconti frammentari raccolti nell’ambito della famiglia di mia madre.

Il periodo storico abbraccia gli anni dal 1859 al 1939. Quando dopo tanti anni ho trovato finalmente il tempo, la voglia e, forse, anche il coraggio di spingermi in quell’estremo angolo di Piemonte per visitare il borgo citato nel romanzo, ho trovato la memoria dilavata ed annullata dal tempo. Nessuno aveva mai sentito parlare delle vicende di cui io chiedevo notizie e neppure il piccolo cimitero del paese mostrava delle tracce. Solo un labile indizio riuscii ad individuarlo in un vecchio libro d’archivio, consultato grazie al prezioso aiuto di una gentile dipendente comunale.

forse un cavaliere Galla

Quindi alcuni personaggi erano “forse” veramente vissuti in quel tempo ormai lontano, ma il saperlo non mi era di alcun aiuto.

 

DUE TEATRI PER IL PROTAGONISTA.

In conseguenza da quel borgo ne ho tratto solo un teatro di posa, cercando con la fantasia di annullare le costruzioni fatte negl’ultimi cento, centoventi, anni e di sostituirle con più antiche cascine e viottoli di montagna. La stessa operazione ho fatto con la mia città natale, cercando di vederla, con gli occhi della mente, come più o meno poteva essere cento, centoventi anni fa. In questi due teatri ho così potuto far muovere più liberamente sia il protagonista, che con il suo nome determina il titolo del romanzo stesso, sia gli altri attori comprimari. Il protagonista però, per me, non é un attore camuffato anche con un cognome diverso, ma un doloroso fantasma.

il pittore si prepara la tela

Alla figura femminile che  causa il dramma, tanto per restare fedele al fantasma dei miei anni giovanili, ho sempre dato il nome di Monique. Altri personaggi sono frutto di fantasia e sono stati aggiunti per dare trama al racconto e coprire le lacune della memoria non più ritrovata.

Tutti comunque sono stati rimescolati ed in conclusione sono rinati in un racconto di fantasia dell’autore e non corrispondono a persone esistite o fatti realmente accaduti.


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